COVID e disfunzione erettile. Non c’è da scherzare!

Un thread molto interessante su twitter dove un team di ricerca dell’Università Tor Vergata di Roma ha fornito su Andrology una prova dell’associazione tra disfunzione erettile e Covid

“Si è osservato che chi contrae l’infezione ha un rischio significativamente maggiore (28%) di soffrire di disfunzione erettile rispetto a soggetti sani (9,33%).

Il motivo principale per cui si pensa che questo possa accadere riguarda le cellule che rivestono i vasi sanguigni, che sono davvero importanti per la funzione di molti organi e che vengono infettate dal virus….”

Se avessi un figlio in età scolare… lo lascerei a casa!

Che senso ha una scuola che funzionerà a singhiozzo? Con insegnanti (più o meno) contagiati e comunque intimoriti nel vedere sempre in crescita contagi, ricoveri e TI? Con classi incomplete se non dimezzate con ragazzi a casa contagiati o in isolamento? Senza considerare la crescita ulteriore che i contagi produrranno nelle persone adulte; per non dimenticare il fatto che proprio in queste settimane si renderanno evidenti i contagi dovuti a pranzi di Natale in famiglia, cenoni e week-end in montagna. Scelta scriteriata del governo dove a prevalsa la scelta ideologica anziché seguire le indicazioni della scienza.

OMICRON NON E’ UNA INFLUENZA

Leggo da un twitt odierno dell’immunologo Dott. Gorini quanto segue:”A decidere quanto i virus mutano non è solo il loro meccanismo di replicazione, ma anche quanto il virus può “tollerare” le mutazioni senza perdere funzionalità. Ci è andata pertanto bene perché SARS-CoV-2 non riesce a sopportare troppe mutazioni, e a due anni dall’emergenza e con l’apparire di qualche variante, tre dosi di vaccino restano molto efficaci.Continuiamo però a tenere alto il livello di immunità in modo sicuro, vaccinandoci e vaccinando il mondo. Ciò ci permetterà di scongiurare l’emergere di altre varianti, perché il virus è sempre nuovo e non vogliamo tentare la sorte”

Si alza il livello di allarme su Omicron

Riporto un twitt del epidemiologo Alessandro Vespigniani:

“Le agenzia Internazionali stanno alzando il livello di allarme rispetto a omicron. Questo non è perché le agenzie si divertono ad agitare la politica e i mercati. Lo fanno sulle analisi di risultati che preliminarmente cominciano a circolare tra addetti ai lavori.