Il 26 giugno 1963 Kennedy pronunciava il suo tamoso discorso a Berlino. Han Skelsen su Twitter ha provato a immaginare se lui fosse vivo oggi e si recasse a Kyiv, in Ucraina, cosa direbbe.
“Penso che il suo discorso sarebbe più meno cosi: Sono orgoglioso di venire in questa città che ha simboleggiato per il mondo lo spirito combattivo degli ucraini. E sono orgoglioso di visitarla con il vostro presidente che guida l’Ucraina nella democrazia, nella libertà e nel progresso. La libertà ha molte difficoltà e la democrazia non è perfetta. Ma non abbiamo mai ucciso persone per annettere il loro territorio.
Voglio dire a nome dei miei compatrioti che vivono a molte miglia da qua, dall’altra parte dell’Atlantico, che sono distanti da voi, che sono orgogliosi di poter dividere con voi la storia degli ultimi 4 mesi. Non conosco nessun paese che è stato assediato per 8 anni e ancora vive con vitalità e forza, e speranza e determinazione come l’Ucraina. La guerra è la più grande e vivida dimostrazione dei fallimenti del sistema di Putin che tutto il mondo può vedere ma questo non ci rende felici; esso, come il vostro sindaco ha detto, è una offesa non solo contro la storia, ma contro l’umanità, separa famiglie, divide i mariti dalle mogli, ed i fratelli dalle sorelle, divide un popolo che vorrebbe stare insieme.
Una pace reale e duratura non potrà mai essere assicurata all’Europa finché ad un quarto dell’Ucraina è negato il diritto elementare dell’uomo libero: prendere una decisione libera. Gli ucraini hanno guadagnato il diritto ad essere liberi, incluso il diritto di unire le famiglie, a mantenere la propria nazione in pace, in buoni rapporti con tutti. Consentitemi di chiedervi, come amico, di alzare i vostri occhi oltre i pericoli di oggi, verso le speranze di domani. La libertà è indivisibile e quando un solo uomo è reso schiavo, nessuno è libero.
Quando tutti saranno liberi, allora possiamo vedere quel giorno quando questo paese, come il grande continente europeo, sarà in un mondo in pace e pieno di speranza. Quando quel giorno finalmente arriverà, e arriverà, la gente dell’Ucraina sarà orgogliosa del fatto di essere stata al fronte per quasi un decennio. Ogni uomolibero, ovunque viva, è cittadino ucraino.
E, dunque, come uomo libero, sono orgoglioso di dire «YA z Ukrayiny».