IL TALENTO CHE NON SI IMPARA

Alcuni dei 21 consigli fanno riferimento alla mia esperienza come imprenditore! Un esempio? Non ho mai scelto un dipendente in base al voto di laurea o di diploma. Le competenza quando non c’è, semplicemente la si crea! Quello che non si può creare è la voglia di imparare, l’ambizione di crescere, la determinazione nel raggiungere gli obiettivi affidati. Talenti che fanno la differenza e che ….. consiglio a tutti di valorizzare.

PERCHE’ “I 21 CONSIGLI”

Ho voluto scrivere alcune riflessioni per far comprendere alle persone quanto sia importante proteggere se stesse e gestire con una consapevolezza nuova i propri risparmi. Un libro per tutti che ho dedicato in particolare alle nuove generazioni. Esse vivranno un futuro più complesso e minaccioso dove gli effetti negativi delle trasformazioni sociali, economiche e demografiche dei prossimi anni potranno essere contrastate non solo con la capacità reddituale del proprio lavoro ma con una maggior competenza e determinazione nel “far lavorare bene i propri risparmi”.

Non è un libro di economia e finanza! E’ un libro che introduce un minimo di “alfabeto” per comprendere i fenomeni nuovi di una società ormai post-industriale che richiede abilità nuove per accedere al mondo del lavoro e per gestire la propria autonomia finanziaria. Se vuoi saperne di più

I 21 CONSIGLI

Invecchiare sopravvivendo al proprio reddito! Situazione triste solo a pensarci, visto che nel prossimo futuro, essa potrebbe riguardare una fascia sempre più larga di popolazione! Per questo, chi oggi è all’inizio della sua attività lavorativa deve già pensare a “proteggere il suo futuro”. Come fare? Risparmiare? Si, ma con quali criteri? Questo è il filo conduttore del libro “I 21 Consigli” ! Se vuoi saperne di più …

Cosa avrebbe detto Kennedy a Kyiv

Il 26 giugno 1963 Kennedy pronunciava il suo tamoso discorso a Berlino. Han Skelsen su Twitter ha provato a immaginare se lui fosse vivo oggi e si recasse a Kyiv, in Ucraina, cosa direbbe.

“Penso che il suo discorso sarebbe più meno cosi: Sono orgoglioso di venire in questa città che ha simboleggiato per il mondo lo spirito combattivo degli ucraini. E sono orgoglioso di visitarla con il vostro presidente che guida l’Ucraina nella democrazia, nella libertà e nel progresso. La libertà ha molte difficoltà e la democrazia non è perfetta. Ma non abbiamo mai ucciso persone per annettere il loro territorio.

Voglio dire a nome dei miei compatrioti che vivono a molte miglia da qua, dall’altra parte dell’Atlantico, che sono distanti da voi, che sono orgogliosi di poter dividere con voi la storia degli ultimi 4 mesi. Non conosco nessun paese che è stato assediato per 8 anni e ancora vive con vitalità e forza, e speranza e determinazione come l’Ucraina. La guerra è la più grande e vivida dimostrazione dei fallimenti del sistema di Putin che tutto il mondo può vedere ma questo non ci rende felici; esso, come il vostro sindaco ha detto, è una offesa non solo contro la storia, ma contro l’umanità, separa famiglie, divide i mariti dalle mogli, ed i fratelli dalle sorelle, divide un popolo che vorrebbe stare insieme.

Una pace reale e duratura non potrà mai essere assicurata all’Europa finché ad un quarto dell’Ucraina è negato il diritto elementare dell’uomo libero: prendere una decisione libera. Gli ucraini hanno guadagnato il diritto ad essere liberi, incluso il diritto di unire le famiglie, a mantenere la propria nazione in pace, in buoni rapporti con tutti. Consentitemi di chiedervi, come amico, di alzare i vostri occhi oltre i pericoli di oggi, verso le speranze di domani. La libertà è indivisibile e quando un solo uomo è reso schiavo, nessuno è libero.

Quando tutti saranno liberi, allora possiamo vedere quel giorno quando questo paese, come il grande continente europeo, sarà in un mondo in pace e pieno di speranza. Quando quel giorno finalmente arriverà, e arriverà, la gente dell’Ucraina sarà orgogliosa del fatto di essere stata al fronte per quasi un decennio. Ogni uomolibero, ovunque viva, è cittadino ucraino.

E, dunque, come uomo libero, sono orgoglioso di dire «YA z Ukrayiny».

Varianti Covid: ad ottobre allacciamo le cinture perché “si ballerà”.

Varianti Covid: allacciamo le cinture perché da Ottobre “si balla”.

Omicron Ba.5 ben più contagiosa e che si sta diffondendo in Italia; l’apertura a viaggi intercontinentali senza alcuna procedura di prevenzione e dove la vaccinazione è pressoché inesistente, produrrà con ogni probabilità una maggior circolazione di nuove varianti. Già oggi i casi di Covid in Italia saranno almeno 20 volte quelli segnalati. Gli asintomatici, che sono la grande parte dei contagiati, entrano in contatto con altre persone senza fare più tamponi, escono come se niente fosse e al limite fanno tamponi casalinghi, senza registrare la positività alla asl. Possiamo solo sperare che quella che stiamo vivendo sia la coda di una pandemia in esaurimento perché vi stiamo comportando come se tutto fosse finito. Non conservare memoria di ciò che abbiamo passato e dei lutti che la pandemia ha provocato potrebbe causare una grave emergenza da aggiungere a quella già drammatica della guerra e della crisi energetica.

PERCHE’ POLONIA, GB E PAESI BALTICI HANNO RAGIONE?!

L’Europa è ormai divisa in 2 blocchi. Il blocco “Club Mediteranee” guidato da Francia, Germania e Italia orientato verso una iniziativa di pace, a mio avviso impossibile ad oggi, tra Russia e Ucraina che preveda una prima fase di cessate il fuoco. Un secondo blocco costituito da Polonia, Gb e Paesi Baltici, più intransigenti che vogliono la sconfitta di Putin e il ritorno alla situazione del 23 febbraio.

Perché credo che quest’ultima sia la soluzione da perseguire? Perché l’invasione dell’Ucraina si è trasformata ormai in una guerra coloniale. Putin si può permettere di far durare anni, se non decenni, questa guerra utilizzando le più orribili strategie come la fame nei paesi sottosviluppati, bombardamenti a tappeto delle città ucraine devastando territorio, coltivazioni e l’economia di un paese di 40 milioni di abitanti.

Un paese di queste dimensioni non può per anni essere sostenuto economicamente dall’Europa, già messa in crisi dalla guerra! Nasceranno distinguo e divisioni, che indeboliranno il fronte pro-Ucraina e questo Putin lo sa!

Putin non si fermerà al Donbass e se lo lasciamo fare continuerà nella realizzazione del suo folle disegno imperialista. Putin non deve rendere conto al suo popolo perché storicamante abituato ai sacrifici e facilmente plagiabile dalla comunicazione di regime.

Ecco allora che rendere al più presto le sanzione più dure e incisive, e scendere a fianco dell’Ucraina in modo consistenze e senza distinguo armandola fino ai denti penso sia l’unica soluzione per contrastare e rendere meno oneroso in termini di vite umane il futuro delle democrazie occidentali

E’ una pia illusione pensare che oggi l’alternativa sia guerra o pace. Per l’Ucraina l’alternativa è guerra o sottomissione. La pace purtroppo è una eventualità non scritta nel futuro dei prossimi anni.

Il piano di Putin della fase 2 della guerra contro l’Ucraina: affamare il nord Africa

“Vladimir Putin ha un piano per affamare i popoli del nord Africa e dell’Asia come seconda fase della sua guerra contro l’Ucraina e contro l’Europa. Se il blocco russo continuerà (o come probabile avverrà secondo una strategia a singhiozzo ndr) decine di milioni di persone moriranno o soffriranno la fame.

L’orrore di un piano come questo è talmente grande che facciamo addirittura fatica ad immaginarlo. Ma l’uso della carestia e della fame come strategia di guerra e di sottomissione di un popolo non è nuovo. Sia Stalin che Hitler desideravano avere il controllo completo del grano Ucraino.

Per Stalin la terra nera dell’Ucraina doveva essere sfruttata per costruire un’economia industriale collettivizzata al servizio dell’Unione Sovietica. Nel 1929-30 oltre 4 milioni di ucraini morirono di fame a causa del fallimento della politica di collettivizzazione agricola di Stalin. Hitler successivamente dal canto suo voleva reindirizzare il grano ucraino verso la Germani per creare carestia in Unione Sovietica.

Putin che ha memoria del passato sta preparando la guerra del grano del 21 secolo.

Il piano prevede 3 livelli:

1^ livello: distruggere lo stato Ucraino tagliando le esportazioni.

2^ livello: Generare carestia nel Nord Africa e Asia per produrre enormi flussi migratori verso l’Europa e generare instabilità nel continente.

3^ livello: Infine la cosa più orribile, una carestia e una crescita della povertà mondiale necessaria per una campagna interna alla Russia per addossare ai “nazisti” Ucraini la colpa di tutto ciò.

Solo quando inizieranno le rivolte per il cibo e con il diffondersi della fame, Putin vorrà negoziare incolpando l’Ucraina e l’Occidente e chiedendo il riconoscimento delle conquiste territoriali e la revoca delle sanzioni.”

(traduzione di un tweet di Timothy Snyder Scrittore e professore di storia all’Università di Yale)

L’ossessione di Putin

L’ossessione di Putin è di evitare alla Russia la fine dell’URSS. Per far questo il suo progetto è la una rivoluzione geopolitica degli attuali assetti mondiali. Egli fa riferimento alla Russia, quella vera, spiritualmente integrale nel territorio risalendo alla continuità con la sua storia millenaria. Quindi all’idea della Russia originaria. LA Russia prima del crollo dello Zar, travolta e surrogata successivamente dall’ideologia del bolscevismo guidata da un “ebreo visceralmente russofobo di nome Karl Marx e reinterpretata in modo sovietico da un agente tedesco di nome Lenin”. Questa è la geopolitica della memoria reinterpretata nel presente dal Putinismo. Non capiamo molto della strategia di Putin se ne trascuriamo lo scopo primario di riconnettere la Federazione Russa con la storia. (editoriale de “Il Caso Putin” Limes di Maggio 2022)

LA SOLITUDINE DI PUTIN

Putin sa che il suo potere in apparenza totale dipende totalmente dalla opinione pubblica. Peggio, ne è prigioniero. Perché non può perdere. E perché oggi la maggioranza dei russi, persino della borghesia relativamente agiata, vogliono andare fino in fondo. Quale sia questo fondo nessuno sa. Salvo che deve sembrare un trionfo. Nella tavolozza del mondo russo non esistono tonalità di grigio. (da Limes maggio 2022)