Varianti Covid: ad ottobre allacciamo le cinture perché “si ballerà”.

Varianti Covid: allacciamo le cinture perché da Ottobre “si balla”.

Omicron Ba.5 ben più contagiosa e che si sta diffondendo in Italia; l’apertura a viaggi intercontinentali senza alcuna procedura di prevenzione e dove la vaccinazione è pressoché inesistente, produrrà con ogni probabilità una maggior circolazione di nuove varianti. Già oggi i casi di Covid in Italia saranno almeno 20 volte quelli segnalati. Gli asintomatici, che sono la grande parte dei contagiati, entrano in contatto con altre persone senza fare più tamponi, escono come se niente fosse e al limite fanno tamponi casalinghi, senza registrare la positività alla asl. Possiamo solo sperare che quella che stiamo vivendo sia la coda di una pandemia in esaurimento perché vi stiamo comportando come se tutto fosse finito. Non conservare memoria di ciò che abbiamo passato e dei lutti che la pandemia ha provocato potrebbe causare una grave emergenza da aggiungere a quella già drammatica della guerra e della crisi energetica.

PERCHE’ POLONIA, GB E PAESI BALTICI HANNO RAGIONE?!

L’Europa è ormai divisa in 2 blocchi. Il blocco “Club Mediteranee” guidato da Francia, Germania e Italia orientato verso una iniziativa di pace, a mio avviso impossibile ad oggi, tra Russia e Ucraina che preveda una prima fase di cessate il fuoco. Un secondo blocco costituito da Polonia, Gb e Paesi Baltici, più intransigenti che vogliono la sconfitta di Putin e il ritorno alla situazione del 23 febbraio.

Perché credo che quest’ultima sia la soluzione da perseguire? Perché l’invasione dell’Ucraina si è trasformata ormai in una guerra coloniale. Putin si può permettere di far durare anni, se non decenni, questa guerra utilizzando le più orribili strategie come la fame nei paesi sottosviluppati, bombardamenti a tappeto delle città ucraine devastando territorio, coltivazioni e l’economia di un paese di 40 milioni di abitanti.

Un paese di queste dimensioni non può per anni essere sostenuto economicamente dall’Europa, già messa in crisi dalla guerra! Nasceranno distinguo e divisioni, che indeboliranno il fronte pro-Ucraina e questo Putin lo sa!

Putin non si fermerà al Donbass e se lo lasciamo fare continuerà nella realizzazione del suo folle disegno imperialista. Putin non deve rendere conto al suo popolo perché storicamante abituato ai sacrifici e facilmente plagiabile dalla comunicazione di regime.

Ecco allora che rendere al più presto le sanzione più dure e incisive, e scendere a fianco dell’Ucraina in modo consistenze e senza distinguo armandola fino ai denti penso sia l’unica soluzione per contrastare e rendere meno oneroso in termini di vite umane il futuro delle democrazie occidentali

E’ una pia illusione pensare che oggi l’alternativa sia guerra o pace. Per l’Ucraina l’alternativa è guerra o sottomissione. La pace purtroppo è una eventualità non scritta nel futuro dei prossimi anni.

Il piano di Putin della fase 2 della guerra contro l’Ucraina: affamare il nord Africa

“Vladimir Putin ha un piano per affamare i popoli del nord Africa e dell’Asia come seconda fase della sua guerra contro l’Ucraina e contro l’Europa. Se il blocco russo continuerà (o come probabile avverrà secondo una strategia a singhiozzo ndr) decine di milioni di persone moriranno o soffriranno la fame.

L’orrore di un piano come questo è talmente grande che facciamo addirittura fatica ad immaginarlo. Ma l’uso della carestia e della fame come strategia di guerra e di sottomissione di un popolo non è nuovo. Sia Stalin che Hitler desideravano avere il controllo completo del grano Ucraino.

Per Stalin la terra nera dell’Ucraina doveva essere sfruttata per costruire un’economia industriale collettivizzata al servizio dell’Unione Sovietica. Nel 1929-30 oltre 4 milioni di ucraini morirono di fame a causa del fallimento della politica di collettivizzazione agricola di Stalin. Hitler successivamente dal canto suo voleva reindirizzare il grano ucraino verso la Germani per creare carestia in Unione Sovietica.

Putin che ha memoria del passato sta preparando la guerra del grano del 21 secolo.

Il piano prevede 3 livelli:

1^ livello: distruggere lo stato Ucraino tagliando le esportazioni.

2^ livello: Generare carestia nel Nord Africa e Asia per produrre enormi flussi migratori verso l’Europa e generare instabilità nel continente.

3^ livello: Infine la cosa più orribile, una carestia e una crescita della povertà mondiale necessaria per una campagna interna alla Russia per addossare ai “nazisti” Ucraini la colpa di tutto ciò.

Solo quando inizieranno le rivolte per il cibo e con il diffondersi della fame, Putin vorrà negoziare incolpando l’Ucraina e l’Occidente e chiedendo il riconoscimento delle conquiste territoriali e la revoca delle sanzioni.”

(traduzione di un tweet di Timothy Snyder Scrittore e professore di storia all’Università di Yale)

L’ossessione di Putin

L’ossessione di Putin è di evitare alla Russia la fine dell’URSS. Per far questo il suo progetto è la una rivoluzione geopolitica degli attuali assetti mondiali. Egli fa riferimento alla Russia, quella vera, spiritualmente integrale nel territorio risalendo alla continuità con la sua storia millenaria. Quindi all’idea della Russia originaria. LA Russia prima del crollo dello Zar, travolta e surrogata successivamente dall’ideologia del bolscevismo guidata da un “ebreo visceralmente russofobo di nome Karl Marx e reinterpretata in modo sovietico da un agente tedesco di nome Lenin”. Questa è la geopolitica della memoria reinterpretata nel presente dal Putinismo. Non capiamo molto della strategia di Putin se ne trascuriamo lo scopo primario di riconnettere la Federazione Russa con la storia. (editoriale de “Il Caso Putin” Limes di Maggio 2022)

LA SOLITUDINE DI PUTIN

Putin sa che il suo potere in apparenza totale dipende totalmente dalla opinione pubblica. Peggio, ne è prigioniero. Perché non può perdere. E perché oggi la maggioranza dei russi, persino della borghesia relativamente agiata, vogliono andare fino in fondo. Quale sia questo fondo nessuno sa. Salvo che deve sembrare un trionfo. Nella tavolozza del mondo russo non esistono tonalità di grigio. (da Limes maggio 2022)

La responsabilità dei talk show

«Non m’importa cosa è vero, importa solo ciò che la gente crede sia vero» Per questo i talk show hanno una grande responsabilità. Se essi rincorrono il esclusivamente l’audience, inviteranno persone con atteggiamenti e posizioni estreme con il risultato che l’informazione risentirà nel suo equilibrio. In Italia dove l’analfabetismo funzionale è così dilagante è facile condizionare le gran parte delle persone che formano il loro punto di vista solo ed esclusivamente con queste trasmissioni.

“Mamme elicottero e mamme tigri”

Il declino dell’occidente passa anche da qui! dalla generazione dei Baby Boomer e dei Millennial. In America come in Europa il «genitore elicottero» è iperprotettivo e sempre pronto a intervenire in soccorso del figlio.
I genitori occidentali hanno dato la priorità alla tutela dei figli, inclusa quella emotiva. Figli che come “fiocchi di neve” si sciolgono di fronte alla durezza delle difficoltà. La scuola ha ribaltato principi e gerarchie secolari passando da istituzione dello stato autorevole e che merita rispetto ha erogatore di servizi orientata alle esigenze ed ai desideri dei genitori. Il pupo ha sempre ragione, guai a esporlo a esperienze «traumatizzanti» come. La scuola è stata così costretta a reinventarsi.

Altrove le «mamme tigri» asiatiche stanno allevando dei guerrieri: allenati a considerare la scuola e l’università come luoghi di un tirocinio duro, senza coccole né indulgenze; fieri di essere cinesi, orgogliosi della loro storia patria. Quando una parte di quei giovani cinesi – l’élite privilegiata – va a studiare nelle università americane, il risultato è clamoroso. Lungi dall’assorbire influenze occidentali, lo spettacolo cui assistono nei campus li rafforza nelle loro certezze: l’Occidente è malato, è una civiltà in declino. (appunti da: Il declino dell’Occidente di Federico Rampini)

Le atrocità di BUCHA (Greg Yudin on twitter 3/4/22)

Sfortunatamente non sono sorpreso dalle atrocità nella zona occupata a Bucha. Una cosa che le persone tendono a sottovalutare è la narrativa costruita in Russia per giustificare questa guerra. Suona così stravagante per la maggior parte degli osservatori che viene cancellata troppo facilmente. Ma funziona. La narrativa montata da Putin dai primi giorni di guerra si concentra sulla “denazificazione” dell’Ucraina. Il nazismo è inteso in Russia (proprio come altrove) come un male assoluto. Si vede pero un male esterno, la Russia è per definizione libera dal nazismo (l’abbiamo sconfitta). Ne consegue che il nazismo è un nemico esterno che dovrebbe essere distrutto ad ogni costo. L’Idea iniziale era che i nazisti avessero preso il potere in Ucraina, mentre i comuni ucraini sono solo una specie di russi con idee stupide sulla loro identità e un linguaggio ridicolo. Ciò significa che la “denazificazione” poteva essere sradicato completamente attraverso un cambio di regime e gli ucraini dovevano essere liberati. Ovviamente , questa concezione è fallita quando gli ucraini hanno iniziato a resistere con coraggio. Una conclusione naturale da ciò: gli ucraini si sono rilevati profondamente infettati dal nazismo. Ed è proprio in questo modo che il messaggio che la comunicazione ufficiale russa fa passare: “abbiamo sottovalutato quanto profondo il nazismo abbia permeato la società ucraina”. La liberazione diventa purificazione.

Perché Putin ha il coltello dalla parte del manico?

Credo che il problema energetico, relativamente all’approvvigionamento del gas dalla Russia, potrebbe non avere una soluzione a breve. Ciò che si sottovaluta è la capacità, da parte del popolo russo di sopportare a lungo i sacrifici richiesti dalla crisi economica conseguenti alle sanzioni. La storia lo ha sempre dimostrato. Un senso del sacrificio che manca a noi che viviamo nell’occidente europeo perché al solo pensiero che la situazione possa imporci qualche limitazione in alcuni servizi ci fa andare in paranoia. Questa è una debolezza diffusa in Europa ed è il motivo per cui ha Putin ha la consapevolezza di avere il coltello dalla parte del manico.

EMERGENZA SCUOLA!? ALTRO CHE DAD!

Ho già evidenziato in alcuni post precedenti il tema del declino inesorabile del ruolo educativo della scuola italiana. Per chi volesse rileggerli il link sul pensiero del filosofo Umberto Galimberti https://wordpress.com/post/appuntidilorenzo.blog/509 e del sociologo Prof. Luca Ricolfi https://wordpress.com/post/appuntidilorenzo.blog/124.

Aggiungo oggi il contenuto di un post che è girato su Facebook su una intervista che il Prof. Luciano Canfora fece in merito alla situazione scolastica italiana già nel 2013. Descrive perfettamente la situazione di molti adolescenti di oggi.

Dice il Prof. Canfora: “Gli studenti condannati a una preparazione scarsa o apparente, o addirittura all’ignoranza, diventano più facilmente vittime del potere. Sono cittadini debolissimi, indifesi, aperti a ogni influenza improvvisata o chiassosa. Chi ha rovinato la scuola, ha ferito gravemente anche la Repubblica, il sistema democratico, la libertà individuale e la consapevolezza dei diritti. Spero che qualcuno prima o poi se ne accorga.

I futuri cittadini vengono resi così più fragili e manipolabili. E’ un grande problema storico-politico, di cui, temo, prima o poi vedremo le conseguenze lancinanti.

Non vorrei apparire troppo pessimista, ma il successo di movimenti irruenti e semplificatori sul piano della lotta politica, si spiega anche con questa debolezza culturale”. Luciano Canfora, intervista sul potere, 2013