NUCLEARE… PERCHE’ NO?!

In figura la concentrazione di Biossido di Azoto in pianura padana. Secondo alcuni scienziati si potrebbe dimezzare la quantità di inquinamento (migliaia di tonnellate di gas tossici in meno) per pochi metri cubi di rifiuti radioattivi, immagazzinati in luogo sicuro. Qui in Lombardia le persone muoiono perché stiamo scegliendo di non farlo! Oggi il nucleare è più sicuro ed è una alternativa necessaria per una maggior indipendenza energetica e una migliore qualità della vita di tutti … anche per chi è per il No al nucleare e non vive le nostre condizioni.

Antibiotico-resistenza: una pandemia silente

“Da un tweet del 21/1 di Federico Pio Fabrizio leggo: “Uno studio internazionale pubblicato su The Lancet stima in 1,27 milioni di morti nel 2019 causate da antibiotico-resistenza: una pandemia silente. L’uso scorretto o l’abuso di antibiotici sono considerati le cause della crescita e della diffusione di microorganismi resistenti alla loro azione, con conseguente perdita di efficacia delle terapie e gravi rischi per la salute pubblica.

Secondo la Review on Antimicrobial Resistence, lavoro commissionato dal governo del Regno Unito nel 2014, nel 2050 l’antibiotico-resistenza potrebbe essere responsabile della morte di 10 milioni di persone all’anno.“

Penso allora che il ruolo dei vaccini per combattere malattie che oggi richiedono cure con antibiotici diventerà ancor più, altro che No Vax

PERCHE’ STIAMO DIVENTANDO PIU’ STUPIDI?

“Il quoziente d’intelligenza medio della popolazione mondiale, che dal dopoguerra agli anni ’90 era aumentato, nell’ultimo ventennio è invece in diminuzione…È l’inversione dell’effetto Flynn.Una delle cause potrebbe essere l’impoverimento del linguaggio.Diversi studi dimostrano infatti la diminuzione della conoscenza lessicale e l’impoverimento della lingua.La graduale scomparsa dei tempi verbali dà luogo a un pensiero quasi sempre al presente: incapace di proiezioni nel tempo.La semplificazione dei tutorial, la scomparsa delle maiuscole e della punteggiatura sono esempi di “colpi mortali” alla precisione e alla varietà dell’espressione.Meno parole e meno verbi coniugati implicano meno capacità di esprimere le emozioni/elaborare un pensiero.Gli studi hanno dimostrato come parte della violenza derivi direttamente dall’incapacità di descrivere le proprie emozioni attraverso le parole.Senza parole, non c’è ragionamento.Si sa che i regimi totalitari hanno sempre ostacolato il pensiero, attraverso una riduzione del numero e del senso delle parole.Se non esistono pensieri, non esistono pensieri critici.Facciamo parlare, leggere e scrivere i nostri figli, i nostri studenti. Anche se sembra complicato. Soprattutto se è complicato.Perché in questo sforzo c’è la libertà.”-Christophe Clavé

Metaverso: una seconda vita di “Second Life”?

Che dire?! La cosa più giusta è di ammettere di sapere di non sapere che cosa sarà Metaverso. Ci vorranno diversi anni per realizzare la tecnologia in grado di supportare le fantasie che illustri visionari ed esperti di multimedialità hanno sulla piattaforma che dovrebbe sostituire in futuro tutto ciò che è fruibile su Internet.

Non credo comunque che sarà la copia moderna di Second Life perché quella era una realtà virtuale parallela dove potevi decidere le caratteristiche del tuo Avatar. Praticamente una seconda vita in cui le persone potevano essere ciò che non erano …(con tutti i riflessi psicologici del caso). Metaverso potrebbe essere, dico potrebbe, ancora più perverso per cui le persone diventano avatar di loro stessi superando il confine tra ciò che è virtuale da ciò che è reale. Diventeremo sempre più degli algoritmi funzionali ad una società oligarchica e tecnologica in cui la nostra esistenza sarà programmata solo sulla capacità di fruire o erogare servizi gestiti da altri.

Metaverso: un processo tecnologico già iniziato?

Basta osservare come già prima della pandemia fosse evidente il cambiamento avvenuto in questi anni nelle relazioni fra le persone. Lo smartphone che ha reso fruibili in ogni luogo applicazioni come wathsapp, facebook, instagram ha limitato se non sostituito la comunicazione “verbale ed emozionale” fra le persone. Aggiungiamo, a causa della pandemia, l’accelerazione del fenomeno “Smart Working” (che è bene chiamare “Home Working”) il quadro diventa ancora più chiaro.

Manca solo la tecnologia per continuare ciò che è già iniziato. Un cambio di paradigma per cui le tecnologie non saranno più considerate come fattori esterni e strumenti di svago o di lavoro asserviti all’uomo e a suo piacimento; al contrario le tecnologie interconnetteranno e influenzeranno le nostre esistenze indipendentemente dalla nostra volontà.