Che dire?! La cosa più giusta è di ammettere di sapere di non sapere che cosa sarà Metaverso. Ci vorranno diversi anni per realizzare la tecnologia in grado di supportare le fantasie che illustri visionari ed esperti di multimedialità hanno sulla piattaforma che dovrebbe sostituire in futuro tutto ciò che è fruibile su Internet.
Non credo comunque che sarà la copia moderna di Second Life perché quella era una realtà virtuale parallela dove potevi decidere le caratteristiche del tuo Avatar. Praticamente una seconda vita in cui le persone potevano essere ciò che non erano …(con tutti i riflessi psicologici del caso). Metaverso potrebbe essere, dico potrebbe, ancora più perverso per cui le persone diventano avatar di loro stessi superando il confine tra ciò che è virtuale da ciò che è reale. Diventeremo sempre più degli algoritmi funzionali ad una società oligarchica e tecnologica in cui la nostra esistenza sarà programmata solo sulla capacità di fruire o erogare servizi gestiti da altri.
Basta osservare come già prima della pandemia fosse evidente il cambiamento avvenuto in questi anni nelle relazioni fra le persone. Lo smartphone che ha reso fruibili in ogni luogo applicazioni come wathsapp, facebook, instagram ha limitato se non sostituito la comunicazione “verbale ed emozionale” fra le persone. Aggiungiamo, a causa della pandemia, l’accelerazione del fenomeno “Smart Working” (che è bene chiamare “Home Working”) il quadro diventa ancora più chiaro.
Manca solo la tecnologia per continuare ciò che è già iniziato. Un cambio di paradigma per cui le tecnologie non saranno più considerate come fattori esterni e strumenti di svago o di lavoro asserviti all’uomo e a suo piacimento; al contrario le tecnologie interconnetteranno e influenzeranno le nostre esistenze indipendentemente dalla nostra volontà.