EREDITOCRAZIA: TRE GENERAZIONI AL CONFRONTO

In Italia non comanda più il merito, ma l’eredità. Dalla “generazione del boom” alla “generazione in fuga”, ecco come il Paese è passato dal lavoro come ascensore sociale all’eredità come unico paracadute.

I Boomer: i figli del boom economico

I baby boomer, nati tra gli anni ’50 e ’60, sono cresciuti nell’Italia del miracolo economico. Un Paese che si arricchiva, dove il lavoro era abbondante, la casa un obiettivo raggiungibile e la pensione una certezza. Molti di loro hanno comprato immobili, risparmiato, costruito piccole fortune familiari. Sono la generazione che ha beneficiato di uno Stato sociale solido e di un’economia in espansione. Oggi, in molti casi, possiedono più case, pensioni sicure e conti correnti ben forniti.

Per loro il futuro era un diritto. E il presente, un premio.

I Millennials: i figli del futuro rubato

La generazione dei Millennials — nati tra gli anni ’80 e i primi ’90 — è cresciuta con una promessa: studia, impegnati, e avrai un lavoro migliore dei tuoi genitori. Ma quando sono entrati nel mondo del lavoro, quella promessa si è frantumata. Precarietà, stipendi bassi, affitti impossibili e un sistema bloccato da chi è arrivato prima.

Molti Millennials hanno accusato i Boomer di aver “rubato il futuro”: di aver goduto di opportunità uniche senza lasciare spazio a chi veniva dopo. Eppure oggi sono proprio loro — i Millennials — a diventare gli eredi diretti di quella ricchezza. Il paradosso è evidente: chi maledice i genitori è anche chi, in futuro, erediterà il loro patrimonio. E così, da “generazione arrabbiata”, rischiano di diventare la generazione ereditiera.

La Generazione Z: quella che se ne va

Infine c’è la Generazione Z, i nati tra la fine degli anni ’90 e i 2010. Sono cresciuti in un mondo digitale, connesso e globalizzato, ma anche in un Paese che offre sempre meno. Hanno visto i Millennials faticare, i Boomer conservare, e hanno deciso che l’unica via d’uscita è partire.

Studiano, imparano le lingue e se ne vanno: Londra, Berlino, Amsterdam, Lisbona, Dublino. Non per spirito d’avventura, ma per sopravvivenza economica e dignità professionale. Si portano dietro competenze e creatività, e lasciano un Paese sempre più vecchio, dove l’ascensore sociale si è rotto e l’unico modo per salire è nascere nella famiglia giusta.

Ereditocrazia: quando il futuro si eredita

L’Italia è diventata un Paese dove il futuro non si costruisce, ma si eredita. Un sistema in cui la ricchezza non circola, ma si trasmette. Chi nasce da genitori benestanti parte in vantaggio, chi no rischia di restare indietro per sempre.

Non è più una meritocrazia, ma un’ereditocrazia.

In questo scenario, le tre generazioni italiane vivono in un paradosso collettivo: i Boomer proteggono il passato, i Millennials aspettano l’eredità, e la Generazione Z — stanca di aspettare — prende il primo volo e se ne va.

Forse, il vero atto rivoluzionario oggi non è ereditare, ma ricominciare altrove.

Autore: Lory54

Data di pubblicazione: 6 novembre 2025

#ereditocrazia, #generazioniaconfronto, #boomers, #millenials, #generazioneZ, #futurorubato, #nuovegenerazioni.

Published by

Avatar di Sconosciuto

lory1954

Imprenditore da sempre. Ora che ho più tempo da dedicare a me stesso condivido appunti e riflessioni su ciò che leggo ed osservo nella società.

Lascia un commento